giovedì 8 settembre 2011

Recensioni da Venezia 2011: "Faust"


Il Dottor Faust è un uomo tormentato che lavora nel suo studio sporco e lurido. L’incontro con il demonio, che prende le forme di un abominevole vecchio, ed il desiderio che nutre di possedere la giovane Margarete, lo porteranno ad intraprendere un viaggio attraverso il senso stesso dell’esistenza. Il protagonista diventa così un pensatore e un anarchico, un farabutto e un sognatore che desidera spingersi oltre, anche al di là del concetto stesso di “tentazione”. Il "Faust" è una delle opere più belle è conosciute di Goethe. Il "Faust" diventerà una delle migliori opere di Alekandr Sokurov. Una bellissima opera sotto il punto di vista scenografico e fotografico. Sokurov dirige con maestria un grande film e cura in maniera perfetta una bella sceneggiatura. L'unico, grande punto debole di questo film visivamente ipeccabile sta nelle interpretazioni, talvota troppo forzate.
Molto molto probabile il Leone d'Oro, in quanto i temi trattati sull'esistenza sono i preferiti del presidente della giuria Aronofski...
Giudizio: 4/5


Recensioni da Venezia 2011: "Killer Joe"

Dal lavoro del premio Pulitzer Tracy Letts, curatore della sceneggiatura del film, ecco a voi "Killer Joe", una commedia dark diretta da William Friedkin.
Chris, un giovane spacciatore di droga, deve trovare al più presto un ingente somma di denaro per saldare un debito. Per ottenere i soldi decide di uccidere la madre e incassare l'assicurazione sulla vita della donna. D'accordo con tutta la famiglia, Chris ingaggia il poliziotto Joe Cooper, detto Killer Joe, che si guadagna da vivere lavorando come sicario.
Buone le interpretazioni dei personaggi, ancora migliore la sceneggiatura l'unico, ma grande difetto del film, seppure molto ridotto dalla abilissima regia di Friedkin, sta negli aspetti tecnici scarsi.
Film godibile ma molto lontano dal Leone d'Oro.
Giudizio: 3/5


lunedì 5 settembre 2011

Recensioni da Venezia 2011: "A Simple Life"



Ispirato dalla storia vera del produttore, Roger Lee, e del suo servitore, il film racconta di un rapporto commovente tra un giovane maestro di una grande famiglia, Roger e la serva della famiglia che lo ha cresciuto, Peach Sister. "A Simple Life", è un bellissimo film... le interpretazioni, soprattutto quella della protagonista, Deanie Hip, è assolutamente fantastica. Hui, aiutato da una mirabile sceneggiatura e buoni aspetti tecnici, dirige abilmente questo film sulle speranze dell'uomoLa Hip si posiziona tra i favoriti per la Coppa Volpi, e il film diventa uno tra i più palpabili contendenti per il Leone d'Oro.
Giudizio: 4/5

Recensioni da Venezia 2011: "La talpa"

Eccolo qui!! Questo è il capolavoro del festival... il film dell'anno e il più palpabile contendente al Leone d'Oro. Il talentuoso regista svedese, Tomas Alfredson, dopo averci regalato il bellissimo horror movie "Lasciami entrare", ritorna nelle migliori condizioni con questo nuovo strabiliante, sottile e intenso thriller di spionaggio. Il film è un adattamento di uno dei libri più famosi di John Le Carré, famossissimo autore inglese di spy-stories. "La talpa" racconta la storia di George Smiley (un Gary Oldman da Oscar), il quale prima è licenziato dai servizi segreti britannici dopo il fallimento di una missione in Ungheria, poi è ufficiosamente richiamato al servizio per scovare una "talpa" sovietica tra gli agenti segreti.
Un cast stellare, con Colin Firth, John Hurt, Benedict Cumberbatch e Tom Hardy in forma smagliante. Tutti sono però sovrastati da Gary Oldman, che ci regala una performance minimale e contemporaneamente immensa. Qualsiasi movimento impercettibile - la chiusura di una palbebra, il movimento degli occhi - ci è regalato con maestria assoluta da Oldman il quale ci regala una delle interpretazioni migliori degli ultimi anni. Brillante è la sceneggiatura trascritta da Bridget O' Connor e Peter Straughan degna di Oscar; speciali sono gli aspetti tecnici: la scenografia, la fotografia, i costumi, il montaggio, tutti abilmente distribuiti a giuste dosi da Alfredson.
Qesto film non solo è - per ora - il migliore di Venezia, ma anche uno dei più significativi degli ultimi tempi. Altissime le probabilità del Leone d'oro o della Coppa Volpi per Oldman, o il Premio Osella per uno qualsiasi  degli aspetti tecnici.
Giudizio: 5/5
 

domenica 4 settembre 2011

Recensioni da Venezia 2011: "Shame"



Brandon è un abile uomo d'affari in carriera dipendente dal sesso, che vive a New York. La difficoltà a controllare e gestire le sue pulsioni sessuali, che sfoga con incontri occasionali, frequentazione di prostitute e continue masturbazioni, lo porta a condurre una vita solitaria. Solo l'arrivo in città della sorella minore, l'insicura Sissy, potrebbe spezzare la sua ossessione, permettendo a Brandon di prendere il controllo della propria vita. Dopo il bellissimo & invisibile "Hunger", Camera d'Or a Cannes 2008, il regista Steve McQueen torna a Venezia con un film a tematiche sessuali. Non mi è piaciuto... non per i temi - anzi l'omossessualità è uno delle mie temetiche preferite, si pensi a Gus Van Sant - quanto invece per la leggerezza con cui questi vengono trattati, non ho perceito per nulla lo scavo psicologico sui personaggi. La sceneggiatura è carente così come la scenografia e la fotografia. Un punto a favore del film è il sonoro, a cui McQueen è attentissimo... sorprendente l'interpretazione di Michael Fassbender che si rivela essere uno dei migliori attori in circolazione. La sua performance sovrasta tutti gli atri personaggi, ma da sola non basta a reggere tutto il film, che alla fine si rivela essere un flop totale...
Giudizio: 1.5/5
 

venerdì 2 settembre 2011

Recensioni da Venezia 2011: "A Dangerous Method"

David Cronenberg è considerato uno dei registi simbolici della nostra epoca, grazie a molti suoi famosissimi film come "A History of Violence", "Inseparabili" o "Il pasto nudo". Quest'anno partecipa a Venezia con il film "A Dangerous Method", film biografico (in parte romanzato) sulla vita pubblica e privata di Sigmund Freud (Viggo Mortensen), Carl Jung (Michael Fassbender) e Sabina Spielrein (Keira Knightley).
Il film è ben interpretato da Fassbender e, in parte da Mortensen, che oscurano completamente la Knightley, protagonista femminile. Né la regia di Cronenberg cerca di aiutare questo deficit. Buone le scenografie e i costumi. Carente è invece il fulcro del film, la scenggiatura, curata da Christopher Hampton. Il film è godibile sotto il punto di vista estetico e fotografico, ma la trama è poco attraente, e a causa di ciò, il film non si facilita a seguire senza alcun sbadiglio.
Poche chance per il Leone d'Oro, forse - molto probabilmente no - Fassbender diventa contendente per la Coppa Volpi. Credo che questo sia più un film da premio collaterale che da premio principale.
Giudizio: 2,5/5

giovedì 1 settembre 2011

Recensioni da Venezia 2011: "Carnage"

Dopo il bellissimo "L'uomo nell'ombra", Roman Polanski torna con un altro film affascinante: "Carnage". Il film è un adattamento dell'opera teatrale di  Yasmina Reza,  "Il dio del massacro". Il film è interpretato da un grande cast, probabilmente uno dei migliori della stagione che sta per venire,tra cui il premio Oscar Chritoph Waltz (Bastardi senza gloria), il premio Oscar Jodie Foster (Il silenzio degli innocenti) e il premio Oscar Kate Winslet (Titanic).
La storia racconta di un iniziale incontro tra due famiglie: il figlio di una di queste ha infatti colpito con un bastone il figlio dell'altra. L'incontro si tramuta ben presto in una life furibonda, la iniziale razionalità e cordialità delle due coppie si trasforma in battibecchi velenosi, il loro comportamento degenera in situazioni assurde e ridicole.
Come già detto, il cast del film è stupendo, formidabili sono soprattutto le performance di Waltz e della Winslet, che si posizionano in prima fila per una possibile Coppa Volpi. La regia di Polanski, che ha anche magnificamente adattato la sceneggiatura, cura nei minimi particolari tutte le vicende di cui i personaggi si rendono protagonisti.
Uno dei possibili contendenti al Leone d'Oro...
Giudizio: 4/5